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Bui Doi - Polvere di Vita di Remy Gastambide

Da Giovedì, 26 Settembre 2013
a Martedì, 29 Ottobre 2013
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VOYELLES ET VISIONS

(Via San Massimo 9- 10123 Torino)

presenta

BUI DOI- POLVERE DI VITA DI REMY GASTAMBIDE

Il 26 settembre 2013 a Torino le gallerie aprono le loro porte, i loro spazi. Voyelles et Visions di Via San Massimo (Indypendentemente.com) si aprirà al tempo, da intendersi come timing. Scrive il filosofo francese Gilles Deleuze :" Il Kairos, quello che i Greci chiamano Kairos, è il momento buono, l'occasione favorevole. C'è una roba del genere in musica, e che in americano, nel jazz si chiama Timing. Il Timing non era il "tempo", ma il momento propizio per uno degli improvvisatori di intervenire." Inaugureremo il nostro "tempo" con il fotografo francese Remy Gastambide. Per la prima volta in Italia porteremo il suo fotoreportage sugli Amerasiatici del Vietnam. "Gli Amerasiatici sono i figli illegittimi nati durante la guerra americana in Vietnam (1965-1975). Chiamati dai Vietnamiti “bambini misti” (Con Lai) o, più comunemente, “polvere di vita” (Bui Doi)*, e dimenticati dai loro padri americani (sempre che non fossero già morti...), conducono un’esistenza assai dura, come paria della società vietnamita. Le loro madri vietnamite, per coloro che ne hanno ancora una, sovente si vergognano nei confronti dei propri compatrioti, capita che siano prese per “ragazze facili” o per ex-prostitute." scrive il fotografo, lui stesso nato in Vietnam, durante la guerra, da una relazione tra un soldato afroamericano e una donna vietnamita, entrambi a lui sconosciuti. Il 27 settembre presenteremo il nuovo numero de La Quinzaine, periodico ideato da Francesco Forlani e Carmine Vitale prodotto da Indypendentemente e dedicato oltre che alla mostra e alla tematica della guerra del Vietnam, con poesie di Jack Hirschman e Wislawa Szymborska, ed un testo di Gianluca Favetto ai temi che Indypendentemente sostiene dalla sua fondazione. A cura di Cocina Clandestina il Melting Pot declinato dallo chef francese Frédéric Zahm, l'intervento grafico pittorico di Diego Dutto, a cura del critico d'arte Domenico Papa, indymaps dedicata alla scena teatrale indipendente Idiòt diretta a Torino da Paolo Musìo. In serata proietteremo “Loin du Vietnam”, un Film Indypendente. Film collettivo girato nel 1967 da Jean Luc Godard, Joris Ivens, William Klein, Claude Lelouch, Alain Resnais e Chris Marker, inaugura una serie di incontri a cura di Gabriella Giordano, hommage al regista francese Chris Marker scomparso nel luglio dello scorso anno.GLI AMERASIATICI DEL VIETNAM Bui Doi- Polvere di Vita di Remy Gastambide

 

Mi chiamo Rémy Gastambide. Sono nato in Vietnam, durante la guerra, da una relazione tra un soldato afroamericano e una donna vietnamita, entrambi a me sconosciuti. Gli Amerasiatici sono i figli illegittimi nati durante la guerra americana in Vietnam (1965-1975). Chiamati dai Vietnamiti “bambini misti” (Con Lai) o, più comunemente, “polvere di vita” (Bui Doi)*, e dimenticati dai loro padri americani (se questi non erano già morti...), essi conducono un’esistenza assai dura, come paria della società vietnamita. Le loro madri vietnamite, per coloro che ne hanno ancora una, sovente si vergognano nei confronti dei propri compatrioti, capita che siano prese per “ragazze facili” o per ex-prostitute.

Gli illegittimi che hanno avuto la sfortuna di nascere neri soffrono ancora di più. Così come i loro padri di colore nelle forze armate statunitensi, essi sono vittime dell’odio razziale. Tutti sperano un giorno di poter andare negli Stati Uniti e di raggiungere quel padre da loro idealizzato: un sogno utopico di una vita migliore in questo paese che è stato così crudele nei confronti dei loro antenati d’Africa. Ma il paese dei sogni può diventare per loro un vero incubo.

Sono ritornato in Vietnam per la prima volta nel 1991. Ho potuto constatare i discredito di cui questi bambini, divenuti giovani adulti, sono fatti oggetto. Sento l’amarezza, la rabbia di questa indicibile angoscia. E capisco la loro “vergogna di vivere”. Ho voluto condurre questo saggio di ritratti fotografici nel quadro di uno spirito di compassione. Questo lavoro rappresenta la mia lotta contro l’oblio e il dolore; mi aiuta nella ricerca delle mie radici. Io mi sento il portavoce di questi Amerasiatici che mi vedono come “uno di loro”.

Noi Amerasiatici apparteniamo alla storia di questa guerra a causa della quale noi siamo nati. Noi siamo i veri perdenti di una guerra che né gli Americani né i Vietnamiti sono riusciti a vincere. Noi siamo divenuti una razza dentro la razza vietnamita, un gruppo etnico distinto ma senza coesione, un prolungamento di quel famoso melting-pot americano disperso nel sud-est asiatico.

* “Polvere di vita”: malgrado l’aspetto poetico di questa metafora, il suo impiego nel linguaggio parlato traduce il disprezzo e l’esclusione.

 

 

BIOGRAFIA

Nato il 1° gennaio del 1969 a Saigon (Sud Vietnam), durante la guerra (1965-1975), da una relazione tra un soldato afroamericano e una donna vietnamita, Rémy Bac Ai è stato adottato da una coppia franco-svizzera, i Gastambide, ed è cresciuto a Reims. Dopo studi superiori di disegno accademico e illustrazione a Parigi (ESAG Pennighen) e in seguito a Londra (Politecnico di Kingston), Rémy si è rivolto alla fotografia documentaria.

A partire dal 1991, nel corso dei suoi «viaggi / ritorni alle origini» in Vietnam e negli Stati Uniti, Remy ha realizzato un saggio fotografico sugli Amerasiatici della guerra del Vietnam (figli di padri soldati USA e madri vietnamite), noto sotto il titolo Honteux de vivre, attraverso il quale egli si interroga sulla propria identità di meticcio nero. Attualmente, Rémy Bac Ai si è nuovamente orientato verso il disegno e la pittura, «i suoi primi amori». La scelta cade sul tema del buddismo. Egli esplora le basi della sua profonda fede in questa “filosofia”, offrendo i frutti della propria personale esperienza di un percorso religioso condotto, quando era più giovane, sotto la guida del monaco vietnamita Thich Nhât Hanh.*

*Monaco buddista di fama mondiale, costretto all’esilio nel 1966, Thich Nhât Hanh si recò negli Stati Uniti, ove fu segnalato da Martin Luther King Jr. per il premio Nobel per la pace nel 1967. Vive attualmente in Francia. trad. Chiara Lasagni

Luogo : VOYELLES ET VISIONS (Via San Massimo 9- 10123 Torino)

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